Freelance e smart working: ora fanno per me

 Quello dell’assistente virtuale è un lavoro da freelance, il lavoro di uno spirito creativo, col capo chino sul pc e poi su con lo sguardo proiettato verso il continuo evolversi delle tecnologie.

Ricordo ancora quanto mi affascinava pensare alla figura del freelance ai tempi del mio lavoro dipendente presso una grande multinazionale americana. Ottavo piano, era il mio. L’ascensore si chiudeva dietro alle mie spalle, davanti a me il portone d’ingresso dell’ azienda per la quale le mie giovani e ingenue attese stavano pian piano vacillando. In quel momento ricordo solo il semplice fatto che pensavo, tra le altre cose,… “ma perché freelance?“

Il termine freelance deriva dal modo in cui venivano chiamati i mercenari e i soldati di ventura, ovvero free-lance, lancia libera, lancia indipendente. Ci si riferiva, dunque, a soldati che offrivano la propria lancia e servizi a chiunque fosse disposto a pagarli senza quindi essere legati ad alcun signore (Danea.it). Oggi si usa definire freelance un lavoratore autonomo dotato di una propria patita IVA che presti i propri servizi a diversi clienti.

“Rischioso, assolutamente no, non ho nè il modo né l’esperienza per poterlo fare” pensavo in quei  giorni e si andava avanti così, fantasticando, ma poi no, non poteva fare per me. E ho fatto bene. Da quei giorni di strada ne ho fatta, esperienze prese e messe tutte da parte, rubato con gli occhi. Seguivano tuttavia corsi di formazione che avevano a che fare con quel mondo lì, tanto affascinante…  Non si può mai dire, mai dire mai, no?!

Diciamolo però, oggi il modo e l’esperienza per lanciarmi li ho entrambi.  Eccomi, sono pronta! Sono un’assistente virtuale, sono io la freelance!

Si legge che oggi la domanda di lavoratori freelance è molto alta. Ingaggiare un freelance significa  affidarsi a un collaboratore “alla pari”, un professionista, per andare subito al sodo verso ciò che interessa realmente al committente in un dato momento. Questo significa poter risparmiare in termini di costi e di rischi.  Il freelance è già formato a dovere per quello che occorre all’azienda che lo ingaggia; ad un dipendente vanno rivolti investimenti in formazione e bisogna attendere prima che i sacrifici spesi in tal senso diano i loro frutti..

Se esiste il freelance esiste lo smart working; i due vanno a braccetto! Smart working: termine  che in Italia inizia a diffondersi sempre più. Recentemente mi capita di leggere articoli a riguardo, evidentemente il fenomeno sta attirando una sua discreta attenzione. Si tratta di una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alla persona lavoratrice di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di maggiori responsabilizzazione sui risultati (Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano).

Ecco che il 58% delle aziende medio-grandi hanno introdotto iniziative concrete in tal senso. Da qui al 2022 la quota di mobile worker in Europa crescerà di 9 punti percentuali passando dal 56 al 65%. Per rimanere su territorio nostrano, in Italia passeremo da 7 a 10 milioni di persone su una popolazione di 22 milioni di lavoratori (IDC e VMware). Seppure quando si fa riferimento a questi numeri si rimanda ai rapporti di lavoro dipendente che le aziende stanno cercando di revisionare nella loro natura, di fatto l’assistente virtuale (ciò che voglio fare io nella vita), già di suo , nel suo microcosmo, è una realtà imprenditoriale che fa proprio il concetto dello smart working.

Alla luce delle tendenze esposte dovrebbe è sempre più chiaro il carattere vincente di una collaborazione con un’assistente virtuale, un freelance che sposa lo smart working. L’assistente virtuale è un professionista che si aggiorna costantemente per offrire un servizio al top per il cliente che vi si rivolge perché la sua attività possa crescere in produttività, possa essere all’avanguardia. Il lavoro può essere delegato, le tecnologie permettono la condivisione e accorciano le distanze.

Lo smart working presuppone il ripensamento intelligente delle modalità con cui si svolgono le attività lavorative rimuovendo modelli legati a concetti classici di ufficio, come quelli della postazione fisica andando verso quelli di flessibilità e virtualità, verso l’assenza di vincoli orari e spaziali. Tutti i simpatizzanti di questo modo di operare efficiente riescono a conciliare i tempi di vita e lavoro favorendo la crescita e la produttività.

Il concetto di ufficio diventa aperto.

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