Software CRM: 4 ottime ragioni per usarlo

4 motivi per usare un software CRM

I software CRM sono software che permettono di memorizzare tutte le informazioni relative ai propri clienti e ai prospect: nominativi, indirizzi, numeri di telefono, conversazioni avute, accordi presi, ecc.

Un posto sicuro dove, una volta inserita l’informazione è lì che dobbiamo cercarla. E’ lì che la troveremo. Non occorrerà più ricordare quale chat andare a srotolare per trovare quell’informazione divenuta importante. Vogliamo parlare delle preziose informazioni sparse nella sconfinata valle della Inbox? Dover ricordare il mittente di chissà quale mail per ritrovare una certa conversazione che ad un certo punto diventa assolutamente urgente trovare!

Inutile negarlo, un software di CRM è uno strumento dal valore prezioso.

Tutti i business dovrebbero possedere, utilizzare e manutenere un CRM: é importante perche la propria attività cresca e affinché possa scalare.

Le 4 ottime ragioni per usare un software CRM

  • E’ un luogo centralizzato per la memorizzazione dei dati 

Un CRM fornisce una registrazione completa e accurata dell’intera cronologia dell’interazione di un consulente con il cliente o col potenziale cliente.

Ciò che appare sulla scheda del cliente è lo stato dell’arte, ma rappresenta anche l’elemento guida per capire dove si può arrivare, quali azioni si possono mettere in campo per alimentare la relazione con il cliente.

  • Migliora la comunicazione all’interno di un’organizzazione

Indipendentemente da chi segua il cliente nel corso del suo ciclo di vita, con un CRM, i consulenti di vendita possono valutare immediatamente ciò che è già stato fatto con un determinato cliente e le prospettive future. Tutte le informazioni di cui un consulente di vendita necessita sono già nel sistema.

  • I CRM semplificano la vita dei manager

Senza un CRM, diversi consulenti di vendita possono seguire le attività in modalità diverse. Ciò renderebbe difficile per il manager riunire tutti i dati per formare un quadro coerente. I CRM rendono l’immissione dei dati uniforme, dunque, il manager può facilmente combinare e analizzare i dati per comprendere la salute generale del team di vendita.

  • E’ uno strumento scalabile per la crescita

Un software CRM è uno strumento idoneo a organizzare una grande mole di dati. Farlo in un foglio excel non sarebbe la stessa cosa. Per far crescere la propria attività servono azioni mirate, pianificate e programmate con i propri clienti. Non si può pensare di agire in manierà così sistematica senza uno strumento che ti educhi alla sistematicità.

Io un software CRM lo uso: per me e per i miei clienti. Si chiama Hubspot e ve ne è una versione gratuita e una a pagamento. Eccovi il link Hubspot.com

Per info sui servizi che dedico ai miei clienti, non esitare a contattarmi.

Scrivimi qui!

Motivazione del lunedì: come trovarla

Motivazione del lunedì a lavoro

Il tuo giorno più duro a lavoro? Il lunedì? Motivazione del lunedì… vediamo cosa ci suggerisce Google in merito!!

Che la giornata più difficile da affrontare a lavro sia il lunedì sembra essere solo una percezione.

Secondo la ricerca di Bahar Gholipour, neurescienziato e giornalista scientifico, in vetta alla classifica delle giornate “down” vi è il martedì, dove il ricordo del weekend appena trascorso sembra già appartenere a una precedente vita e il prossimo lontanssimo.

Come affrontare al meglio il lunedì a lavoro

Tuttavia, sarà pure una percezione, ma tocca pure affrontarlo questo lunedì!

Ho sempre creduto che una forte motivazione per alzarsi alla svelta dal letto e cominciare di buona lena sia avere gli impegni già cadenzati sul calendario. Ne deriva che, quelli del lunedì devono essere fissati già nel weekend.

C’è chi dedica la giornata del lunedì alla stessa pianificazione ma:

  1. non sempre ci si può permettere il lusso di sostare alla scrivania con matita in mano e naso all’insù
  2. spesso, questa importante mansione, viene scambiata per la più inutile e si tende a non svolgerla, proseguendo un po’, come dire, allo sbaraglio con ciò che l’avvicendamento quotidiano ci presenta forzatamente davanti alla faccia.

Per molti professionisti, sarebbe utile avere già le giornate organizzate con le visite ai clienti. In un articolo apposito parlo proprio di questo: el mio metodo “scientifico” utile a rendere sistematica la pianificazione degli appuntamenti.

Dunque, come affrontare bene la giornata del lunedì?

Sapere di avere tanto lavoro da fare e portare a termine le mansioni più complicate o “più scomode” già a fine mattinata.

Appuntamenti clienti. Pianificazione VS Programmazione

Pianificazione e Programmazione degli appuntamenti clienti

Nel tema della pianificazione e programmazione degli appuntamenti clienti, chiederei, cortesemente di astrarre da quelle che sarebbero le tempistiche reali per la pianificazione e la programmazione.

La prima, infatti, prevede la definizione di obiettivi di meglio-lungo termine (3-5 anni), mentre, la programmazione consiste nella definizione di piani di azione utili al perseguimento degli obiettivi pianificati in un arco temporale di breve periodo (1 anno).

Naturale, è impensabile parlare di pianificazione e programmazione di appuntamenti clienti a cosi ampio raggio. Tuttavia, per rendere praticamente l’idea di come mi organizzi affinché i miei clienti Consulenti vedano tutti i loro clienti entro un tempo prefissato, chiamo in causa le due fasi di pianificazione e di programmazione. Le chiamo comunque così, anche se l’obiettivo ce lo portiamo a casa in molto meno tempo!

Pianificazione

Consulente: Voglio vedere tutti i miei clienti nel giro di tre mesi

Assistente: Quanti sono i clienti?

C: 150

A: Dunque… 150/3=50 clienti mensili 50/4=12,5 clienti a settimana. Quanto giorni puoi dedicare agli appuntamenti clienti?

C: Il lunedì spesso lo dedico alle riunioni e il venerdì alla selezione.

A: Dunque, facciamo così. Consideriamo solo tre giorni a settimana da dedicare agli appuntamenti clienti. Dove però la “programmazione” deve essere rispettata alla lettera. Se poi un lunedì o un venerdì non saranno impegnati realmente da una riunione o da appuntamenti con candidati, saranno considerati giorni jolly per gestire imprevisti o eventuali ritardi.

A: Quindi: 12,5/3=4 clienti al giorno per le tre giornate individuate (martedì, mercoledì, giovedì). Credo sia perfetto.

C: Perfetto.

Programmazione

In questa fase lavoro ai dati forniti dal Consulente o Manager come racconto qui.

Sono felice se la lettura di questo post ti abbia incentivato a prendere presto penna e carta per definire un tuo piano d’azione per vedere i clienti in maniera sistematica.

Ci vuole un po’ di tempo, tuttavia si tratta di una mansione delegabile.

Io personalmente mi occupo di mansioni delebili da manager e consulenti. Se sei interessato anche solo a chiedere info a riguardo, fallo qui.

Errori nelle email che ti fanno apparire poco professionale

Professionlità - TheAssistant.it

Delle email non possaimo più fare a meno, in particolare nella vita professionale. Tuttavia, seppure l’account di posta è un ambiente dove oramai si agisce di fretta purché si raggiunga un qualche scopo comunicativo, bisognerebbe stare attenti a errori che potrebbero turbare il destinatario del messaggio. Sarebbe un peccato che questi non si concentrasse sull’oggetto della comunicazione, perché distratto da una banalità commessa. Oggi potresti perdere la stima di una persona, domani un’importante occasione lavorativa.

Ecco di seguito tre errori nelle email che ti fanno apparire davvero poco professionale nei confronti del ricevente.

Dimenticare l’allegato

Se dici che stai per inviare un allegato, devi farlo. Chiediti sempre, prima dell’invio, se la tua mail contempla l’invio di un documento in allegato, dunque in un secondo momento invia. Nel caso di errore dovresti perdere comunque tempo per l’invio di una nuova mail con annesse scuse. Cerca di evitare.

Essere prolisso

L’incapacità di scrivere in maniera sintetica ciò che si vuole comunicare, senza aver cura dei tempi dell’interlocutore, potrebbe infastidire anche chi dapprincipio era desideroso di rivolgerti l’attenzione. Questo vale a maggior ragione quando si invia una mail per chiedere un favore, un chiarimento o un supporto.

Riuscire ad essere sintetici richiede pratica, ma ne vale la pena. Rileggi la mail prima di inviarla ed elimina tutto ciò che risulta ripetitivo. L’interlocutore ringrazierà ed è molto probabile che ti risponderà nell’immediato piuttosto che far campeggiare la tua mail nella casella di altra posta in arrivo competitiva.

Rivolgersi alla persona col nome sbagliato

Questo è un errore che proprio l’interlocutore potrebbe non ammettere e di certo ti fa apparire poco professionale. Esso nasconde noncuranza. Il nome corretto è lì, a tua disposizione in più punti: nell’indirizzo email, nella firma. “Cos’altro dovresti fare che hai tanta fretta?” potrebbe chiedersi il destinatario del messaggio.

Dunque controlla il nome e come lo hai digitato nel corpo della mail prima di premere invio. Ci vorranno due secondi in più, ma non penalizzare la qualità in nome della velocità; non penalizzare la tua professionalità.

Fonte: Forbes

Leggi anche il mio articolo sulla Gestione delle email. TheAssistant.it

Gestisco l’agenda dei miei clienti consulenti. Il mio metodo personale.

Gestione agenda The Assistant.it

Ecco come gestisco l’agenda degli appuntamenti come assistente di Consulenti.

Il riferimento è il consulente finanziario. Naturalmente, per il consulente attivo in altro settore, le esigenze potranno essere leggermente diverse. Se ne può assolutamente parlare.

Dati che devo avere:

  • nominativi clienti;
  • AUM;
  • località in cui vivono i clienti;
  • preferenze per il luogo di incontro col consulente (casa o ufficio);
  • recapiti dei clienti;
  • tempo da dedicare ad ogni appuntamento;
  • periodicità col quale deve essere visto ogni cliente;
  • giornata jolly per gestire gli imprevisti;
  • eventuali appuntamenti personali del consulente o mezze giornate libere.

Ogni informazione, cui sopra ho fatto riferimento, è indispensabile.

Col mio cliente consulente mi confronto su quale giorno della settimana dedicare a quale località; sapere se il cliente voglia ricevere il suo consulente a casa o meno è utile perché una valutazione dei tempi da dedicare agli spostamenti; quanto dura in media un appuntamento, naturalmente, è indispensabile saperlo per fissare gli incontri ad orari ragionevoli, in modo che si riesca a rispettarli con puntualità; conoscendo, inoltre, la periodicità con la quale si vogliono vedere i clienti si ottiene una ciclicità prevedibile di appuntamenti per il cliente nel corso dell’anno..

Strumenti a mia disposizione

  • Google Calendar
  • File contatti, CRM;
  • Excel;
  • Telefono.

Le tempistiche per la gestione lavori tra me e il mio cliente consulente

Posta come interamente pianificata la settimana 1, il giorno mercoledì della settimana 0 concordo con il mio consulente i nominativi da contattare per la settimana 2; la lista deve essere definitiva il venerdì della stessa settimana 0.

Ogni venerdì devo aver conferma puntuale dei clienti che effettivamente sono stati visti, in modo che il foglio di lavoro contenga informazioni vere.

Fatto questo, ho tutto quello che mi serve per pianificare l’agenda.

Il cliente si abitua al fatto che viene chiamato dall’assistente e ad avere un appuntamento dedicato alla gestione del suo portafoglio (il riferimento, in questo caso, ripeto, è l’ambito bancario).

ll cliente percepisce e consolida la professionalità del servizio offerto dal suo consulente finanziario.

La condivisione col mio consulente

Tutti i miei lavori sono tracciabili, nei modi e nei tempi in cui sono svolti.

  • Il file contatti, CRM è condiviso;
  • l’agenda è condivisa;
  • il file Excel è condiviso…

… ma soprattutto è condivisa la soddisfazione di gestire al meglio la relazione col cliente.

Per qualsiasi informazione, contattami senza esitare. Puoi farlo su questo canale mandandomi un messaggio privato, o sul mio sito TheAssistant.it, dove troverai i mei recapiti.

Punta un faro su di te: organizza eventi.

Organizzazione eventi

Se vuoi consolidare la relazione con i tuoi clienti, affermare la tua brand awareness e avvicinare clienti potenziali, può essere un’ottima idea quella di cadenzare l’anno con l’organizzazione di eventi clienti.

Un’assistente come me può sicuramente aiutarti nell’organizzare eventi, dunque, se vuoi contattarmi non esitare, e per questo, ti rinvio alla pagina recapiti del mio sito.

Tuttavia, di seguito, qualche indicazione utile a riguardo. Pensa step by step e, in particolare, distingui le tre diverse fasi:

  • Pre-evento;
  • Evento;
  • Post-evento.

La fase del pre-evento

Nella fase del pre-evento occorre prestare attenzione ai seguenti punti:

  • Obiettivi: cosa vuoi ottenere dall’evento? Consolidare la relazione con i tuoi clienti, avvicinarne di potenziali, incrementare la tua brand awareness.
  • Target: a chi vuoi rivolgerti? Quali sono le aspettative del target di riferimento?
  • Budget: quanto vuoi investire nell’evento? Vi sono sponsor che possono contribuire a coprire parte delle spese?
  • Team: individua collaboratori, coinvolgili emotivamente, e delega loro compiti relativi alla pianificazione e alla gestione dell’evento.
  • Data: nella scelta della data prendi in considerazione alcuni fattori come, la stagione, e quindi la temperatura e la lunghezza delle giornate, il giorno della settimana, l’orario di inizio e di fine lavori.
  • Location: considera l’ampiezza degli spazi, l’attrattiva del luogo, la presenza di eventuali barriere architettoniche, il costo, la tecnologia offerta dalla location. Assicurati che vi siano spazi flessibili per l’incontro e la socializzazione, che facilitino l’interazione tra i partecipanti. Effettuare un sopralluogo.
  • Servizio di ristorazione: se la location scelta non lo prevede, cerca un catering per eventi o uno chef a domicilio.
  • Intrattenimento;
  • Fotografi e videomaker: per la creazione di materiale da condividere sulla rete e creare quindi coinvolgimento.
  • Altri professionisti e fornitori che potrebbero ritenersi utili;
  • Promozione dell’evento: per i piccoli eventi può essere sufficiente recapitare un classico invito accompagnato da una brochure o del materiale informativo. Per i grandi eventi si può invece pensare di riservare parte del budget alla realizzazione di una vera e propria campagna pubblicitaria (tv, stampa, radio, affissioni, ecc.). Oltre ai canali tradizionali, è consigliabile promuovere l’evento anche attraverso gli strumenti della rete. Utilizzare strumenti come i social network, anche nel corso dell’evento, consente non solo di fornire informazioni aggiornate, ma anche di rafforzare il legame con il pubblico.

Durante l’evento

Generare engagement, creare partecipazione, far vivere un’esperienza.

Nel corso di un evento aziendale è importante prendersi cura degli ospiti e fare in modo che questi si sentano a proprio agio. Se l’evento si protrae per diverse ore è bene prevedere dei momenti di pausa (coffee break) e un buffet per intrattenere gli invitati.

Può capitare talvolta che le aziende organizzino un evento principalmente per rafforzare il senso di appartenenza dei propri dipendenti e consolidare l’adesione ai valori aziendali. In questi casi, più che mai, è importante trasmettere un’immagine positiva del brand e offrire un’esperienza gratificante.

Al termine dell’evento, può essere utile consegnare dei gadget promozionali; questi saranno senz’altro graditi e consentiranno di elevare la brand awareness e la popolarità del brand.

Nel post evento

E’ sempre bene ringraziare, oltre che al momento dell’evento, anche nel post-evento.

Per esempio, agli ospiti potrebbe far piacere, qualche giorno dopo, ricevere una mail personalizzata di ringraziamento per aver preso parte all’incontro oppure, se lo si ritiene opportuno ricevere una telefonata.

Altro aspetto importante è la condivisione e un evento degno di nota è un evento che si fa ricordare. Gli scatti che immortalano gli attimi salienti della giornata potranno essere postati sui canali social.

In questo articolo ho analizzato, suddividendole in più step, le tre fasi dell’organizzazione eventi. Per maggiori informazioni in merito ad una collaborazione con me, che sono assistente libera professionista di manager e consulenti dell’area sales e marketing, visita il mio sito TheAssistant.it

Note: per la realizzazione di questo articolo sono stati presi spunti dai seguenti link: Comunicogroup.comCbnapoli.it, Eventonic.it.

Gestione delle mail: no alle continue “sbirciatine”

Gestione delle mail

La gestione delle mail è una pratica che prende un tempo considerevole nel corso della giornata lavorativa e spesso distoglie l’attenzione verso ciò è veramente produttivo. Di seguito alcuni consigli su come fare per ottimizzare i tempi e l’organizzazione in merito alla gestione emotiva e fattiva delle mail.

Quante “sbirciate” dare alla casella di posta

Leggere le mail massimo tre o quattro volte al giorno. Accedere alla casella di posta elettronica in continuazione distoglie dalle attività produttive e mangia del tempo: ad ogni nuovo accesso occorre recuperare la giusta concentrazione per valutare cosa lasciare e cosa eliminare.

Si consiglia, pertanto, di leggere le mail:

  • Prima di andare in ufficio (facoltativo)
  • In tarda mattinata (ore 11.30)
  • Nel primo pomeriggio (ore 15.00)
  • Prima di andar via dal lavoro

Darsi un tempo limite

Prefissarsi un tempo limite di 30 minuti per la gestione delle mail la mattina. La mente è più fresca in questa fase della giornata: peccato spendere preziose energie per qualcosa che non ha diretto impatto sulla produttività aziendale.

Suddivisione in cartelle

Dopo aver eliminato tutte le mail di spam e pubblicitarie, decidere cosa fare delle rimanenti:

  • Eliminare quelle non di nostro interesse;
  • Rispondere immediatamente alle mail per le quali la risoluzione richiede al massimo 2 minuti;
  • Archiviare in una cartella “Da leggere” quelle che non richiedono alcuna azione da parte nostra, ma che vogliamo comunque conservare;
  • Spostare nella cartella “Da rispondere” le mail per le quali rispondere richiederebbe più di 2 minuti;
  • Lasciarle in evidenza quelle da gestirle in un secondo momento;

Procedere per priorità

  • Gestire le mail nella cartella “Da rispondere” dando priorità a quelle che ci permettono di raggiungere i nostri obiettivi professionali: se ciò richiede un lavoro specifico, dedicarci del tempo durante la giornata.

L’organizzazione in cartelle

È buona regola organizzare la inbox con cartelle e sottocartelle denominate per mittente o per categoria; in questo modo sarà più agevole recuperare vecchie mail o eliminare cartelle che non si usano più.

Le informazioni importanti contenute in certe mail (esempio allegati come fatture, preventivi, contratti…) potrebbero essere ben sistemate in un archivio locale.

Non aver paura di cancellare

Le mail “inutili” per il perseguimento degli obiettivi aziendali, devono essere eliminate.

Chiudere l’account di posta e non riaprirlo se non eccezionalmente

Finita la gestione delle mail o i 30 minuti che vi siete dati, CHIUDETE il programma di posta elettronica e non riapritelo.

Se dovete inviare una mail durante la giornata, aprite pure il programma di posta elettronica ma non cadete in tentazione di dare una “sbirciatina” a quelle in arrivo.

Provare questo approccio alla gestione delle mail per tre settimane e poi decidere se continuare o meno.

Considerare che la gestione della mail può essere delegata ad un’assistente.

Se sei interessato, contattami per maggiori informazioni a riguardo.

Come delegare: serve un approccio morbido

Come delegare

Nel precedente articolo abbiamo parlato dell’importanza della delega in ambito lavorativo. Ora vedremo “come delegare”. Analizzeremo un approccio morbido e tollerante per avere dipendenti più motivati e desiderosi di migliorarsi.

LA RICERCA

Una ricerca di Gallup eseguita su 143 amministratori delegati delle 500 imprese più in crescita d’America, ha dimostrato che, chi tra i soggetti considerati ha deciso di delegare è riuscito a ottenere tassi di crescita pari a 112% superiori rispetto agli altri.

L’ESPERTO AFFERMA

Massimo Fancellu, formatore in materia di Sviluppo del potenziale umano e comportamenti organizzativi, riconosce che delegare comporta difficoltà notevoli sul piano tecnico e umano. Tuttavia si può imparare a delegare e, così, guadagnare tempo prezioso per le attività professionali o la vita privata.

5 “trucchi” per avere successo nella delega

1. Lasciar perdere il modello di collaboratore ideale

Molto spesso l’immagine che il manager ha del suo collaboratore ideale, è il riflesso di sé stesso. Occorre considerare che da qualsiasi persona si può ottenere qualcosa in più. Il manager dovrà comprendere quale sia potenziale di ognuno e come è possibile farlo emergere.

2. Puntare ad un miglioramento per volta

Non bisogna pretendere da subito il massimo, puntando il dito su ogni errore commesso. In questo modo il dipendente si sentirà a disagio verso qualsiasi nuovo compito da svolgere e maturerebbe avversione per il lavoro e per il proprio manager. Commettendo sempre meno errori e ricevendo apprezzamenti, laddove meritati, le persone imparano ad avere un’alta considerazione di se stesse, si impegnano e si migliorano. Occorre, dunque, segnalare pochissimi errori per volta e focalizzarsi sul miglioramento sostenibile, quello che il tuo collaboratore può ragionevolmente raggiungere.

3. Lasciare margini di autonomia

Riconoscere ai collaboratori discrezionalità di agire, fare in modo che affrontino il rischio di prendere decisioni commisurate alle proprie mansioni.Fissare solo i punti imprescindibili a meno che non sia il collaboratore stesso a chiedere di essere istruito passo passo.

4. Riconosci i progressi fatti

Ogni volta che si ravvisa un miglioramento nel modo di lavorare di un collaboratore, occorre riconoscerlo esplicitamente davanti a lui. In questo modo si crea terreno fertile affinché il collaboratore possa voler affrontare nuove sfide e superarle.

5. Rivedi i tuoi standard

Definisci cosa deve assolutamente essere perfetto – e dove, quindi, non si transige – e su cosa si può, invece, “chiudere un occhio”. E’ probabile che  alcuni modelli operativi considerati imprescindibili, possano anche passare in secondo piano, senza per questo alterare i risultati aziendali. Risparmierai molta fatica e stress.

Inizia, dunque, a pensare a nuovi metodi per coinvolgere i tuoi dipendenti o collaboratori esterni, delega: cresceranno i tuoi partner di lavoro, crescerai te, crescerà la tua azienda.


Delegare fa produrre di più: vero.

Sono un’assistente virtuale, dunque braccio destro per la crescita da remoto per business altrui (che poi si tratta anche del mio business… se vai bene te, vado bene anche io!). Un manager o un consulente che voglia prendere in seria considerazione una collaborazione con me, è una persona che ha già fatto un passaggio mentale importante: quello di voler delegare. Riconoscere un’esigenza equivale a stare già a metà strada nel percorso che porta alla sua stessa risoluzione.

“Chi fa da sé fa per tre!”

Cit. L’imprenditore che ha avuto una seccatura per un errore commesso da altri.

Un imprenditore fatica a lasciare le redini della gestione della propria attività, tuttavia è dimostrato che una strada verso il successo imprenditoriale è quella che passa per la distribuzione dei compiti. Una ricerca svolta da Gallup su 143 amministratori delegati delle 500 imprese più in crescita d’America, ha dimostrato che, chi tra i soggetti considerati ha imparato a delegare, è riuscito a ottenere tassi di crescita pari a 112% superiori rispetto agli altri (Danea.it).

Il tempo è denaro e se ti scivola tra le mani, se passa così velocemente… pensa a quanto devi essere produttivo!

A Londra vi è una società che recluta personale di alto livello in tutto il mondo, sia nel settore pubblico che in quello privato: si tratta della Hays Executive. Erika Perez, fino al 2016 responsabile della divisione in questione, spiegava come l’attività del delegare possa stimolare la nascita di nuove idee e generare nuove competenze». A volte infatti guardare al lavoro degli altri significa vedere le cose da un’altra prospettiva, allargando così i propri orizzonti. E’ giusto, dunque, fare un passaggio di testimone per alcune mansioni, ma mantenendo sempre una supervisione sul lavoro svolto e raddrizzando il tiro qualora ce ne fosse bisogno (Pmi.it).

Sull’importanza della delega, sinceramente, mi fermo qui. Cosa occorre fare? CREDERCI.


Il mio è un Virtual Office e io una Virtual Assistant

Il mio è un Virtual Office e io sono una una Virtual Assistant.

Sai che anche in Italia inizia a farsi largo questa figura professionale?

Per intenderci, sono un’assistente in carne ed ossa, ma lavoro da remoto: a casa mia, su un treno, su un aereo… da ovunque. Il mio è un ufficio virtuale.

Ciò che mi interessa è comprendere le esigenze del cliente, trovare soluzioni, farlo lavorare al meglio. Tanti sono oramai gli strumenti che permettono una collaborazione con questo tipo di organizzazione: telefono, email, programmi di condivisione di calendari e file, applicazioni fornite dal web.

Certe mansioni si devono delegare per focalizzare l’attenzione del core business. Certe mansioni si possono delegare ad un’Assistente Virtuale, che non necessariamente occupa la scrivania nella stanza a fianco. Non necessariamente occorre assumere una segretaria o un’assistente. Non necessariamente ci si deve muovere nell’ambito dei contratti di lavoro dipendente.

Si può lavorare alla pari, in squadra, con una Virtual Assistant!